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6 gennaio 2011
tutte le feste le porta via
e la notte vedi correre l'asfalto bagnato sotto i tuoi occhi.grigio, bianco, grigio, bianco. con l'asfalto corrono via i minuti, le ore che ti distanziano dal passato. ti stringi dentro il cappotto con le mani ruvide di gelo e butti fuori fiato che è fumo e fiato mescolati o non lo sai più cos'è. le feste sono concluse, dunque. con i fricchettoni romani i mariti francesi i bagordi di genova i bombaroli ubriachi. con de andrè ed un saluto lasciato cadere dalla voce strozzata nel pianto. un saluto, maledetti saluti non ci sei mai riuscita per bene. le luci adesso si spengeranno: era l'ora forse, non se ne poteva più. quanto dura la bellezza del natale? qualche ora, qualche giornata, qualche augurio e bacio scambiato all'ombra della chiesa amica. poi se ne va, anche la bellezza. scivola via come l'asfalto,di notte, delle strade di firenze. e firenze è sempre lì: ora con la sua storia che si fa sentire, rimbomba nelle orecchie e si affaccia al finestrino del 23 mentri attraversi la città. la storia fatta di voci operai fumo castelli pini architetti riviste sindaci bambini sfollati monopoli dibattiti palazzi tessere ricordi, ancora ricordi, sempre ricordi. un compagno che quasi quasi ti racconta la sua vita e vorrebbe piangere al pensiero dell'oggi: ma la società adesso qual è? i suoi occhi ti scrutano, cerca di capire perchè lo fai, perchè hai deciso di intraprendere la sua eredità, adesso, te, qui, oggi. in questo mondo che non se lo merita più. sembrano dirti i suoi occhi laconici: ripensaci, fermati ancora sei in tempo. ma te lo guardi e gli spieghi, pacata, che non è vero. di tempo non ce n'è più nemmeno per chi ha ventiquattro anni. è la stessa cosa. è la stessa identica cosa. lo devi capire caro compagno anziano, lo devi capire che siamo proprio uguali. e ti posso invidiare il passato, per quello che ti ha permesso di fare. ma te invidierai il mio futuro, per quello che non farò.
| inviato da cecil il 6/1/2011 alle 19:38 | |
3 dicembre 2010
la tagliera
a tagliare i volantini in federazione. non più in via venezia2, adesso. siamo in via forlanin162. la stessa tagliera, lo stesso odore di carta. lo stesso colore grigiastro che resta sulle mani, che leviga le mani. un'altra storia che forse è semplicemente la continuzione della stessa: un calore di casa, di famiglia, di bello e di pulito. i giovani democratici, il partito democratico. che non è per cecilia pezza la coperta di linus, ma dovrebbe esserlo per tutti, per un paese. e poi il sonno, la pioggia, i dubbi e gli autogrill. l'odore di fumo che attanaglia i vestiti, le scarpe col tacco che rumoreggiano al proprio passo, sulle scale di marmo freddo. gramsci attaccato alla parete che guarda e forse se la ride per la nostra incapacità, per il nostro dilettantismo condito da fiducia e buona volontà. l'asfalto bagnato delle strade di firenze la notte sotto il freddo ed un cielo grigio che chiude gli occhi alle tue cattiverie. i tetti di firenze con quelle terrazzine che spuntano trasognanti e d'inverno, se va bene, si ricoprono di neve. i bisbigli e le dicerie. i complimenti e le angherie. i successi e le gelosie. i congressi e le teconologie. la modernità che si scontra con il tempo lento della storia, e non si sa chi la spunta, non si saprà mai. un fiammifero è meno importante di un fuoco?
| inviato da cecil il 3/12/2010 alle 15:23 | |
19 settembre 2010
ci pensa la vita
queste sono giornate vere e la verità ha quella violenza dentro che esalta e fa male. vorrei far capire la bellezza di queste passioni, la rabbia, la paura che scorre dentro e non sai più se è affetto malinconia o speranza, forse è tutto insieme. sicuramente non ne potresti fare a meno. è come quando sei entrata per la prima volta in via venezia, ed eri piccola e ti vergognavi: non sapevi, non immaginavi minimamente la bellezza che si incrocia dentro un partito. l'amore la guerra la voce il silenzio gli sguardi i sorrisi i dispetti le aspettative le bandiere i volantini le feste: non lo potevi immaginare. e invece hai varcato quella porta e tutto ora sta dentro di te: la storia di generezioni di battaglie di sogni, tutto lì che preme e pesa, te lo senti addosso e non puoi che ringraziare di farne parte, umilmente, in silenzio, indegnamente ma ne fai parte. queste sono giornate di vita vera: di ricordi e lacrime, pensieri a persone che non ci sono più e forse nemmeno hai conosciuto ma te le senti addosso, ti senti responsabile di quella memoria. sono giornate di saluti e messaggi coraggiosi, di promesse ed amicizia. a chi dice che la politica è brutta, vorrei dire di prendere un pò il mio posto, umile posto silenzioso e indegno che ha incrociato una strada più bella e importante. vorrei dire di stare un pochino vestito da pezza e poi venirmelo a raccontare cosa è la politica: è vita. è bellissima vita. queste sono giornate di solitudine e cattiveria, di paura e coraggio: c'è il futuro a portata di mano, quello collettivo e uqello personale. senti tutto legato e vorresti vincere, come ad un gioco a carte, vorresti vincere subito tutto e basta. ma poi sai che le cose belle, quelle più preziose, hanno bisogno di tempo per dimostrare tutta la loro grandezza. hanno bisogno di amore e pazienza. e ti senti parte della storia...perciò sai che di tempo per aspettare, per ora, ne hai.
| inviato da cecil il 19/9/2010 alle 22:46 | |
28 luglio 2010
gli anni
prima delle vacanze un passaggio da qui era obbligatorio. dopo aver risfogliato con emozione ed una punta di gelosia i mesi passati e segnati su questo blog, aver riprovato quei colori, quelle sensazioni là...ora si va in vacanza. ma cosa è stato quest'anno? è stato via de gondi, le ratsrelliere, i taxi e la ztl. è stato la solita bucefalino di crsa per le strade fiorentine, è stato via martelli e la casa della creatività. è stato i volti incontrati ogni venerdì mattina in commissione lavoro che ma hanno fatto toccare con mano la crisi. è stato la terrazza più bell del mondo da cui guardare firenze. è stato "tuttocittà" per scoprire ogni strada e pure il modo di arrivarci senza patente. è stato la cura del ferro, i 49 soliti minuti sempre più striminziti per arrivare dall'amore. è stato le cazzate, le risate, i giornalisti, la rassegna stampa. è stato le manifestazioni i pullman le bandiere arancioni gli striscioni "ma il cielo è sempre più blu" entrando in ss annunziata e sorridendo col cuore aperto perchè quella è casa. è stato tante feste del partito, tanti incontri. pranzi con persomne diverse ed i soliti amici con cui condividere politica e vita. è stato bersani segretario e renzi sindaco. è stato l'anno delle vetrine dei tacchi alti dei vestitini e dei pantaloni a sigaretta. è stato l'anno della pezza che continua a crescere, nel più bel mondo possibile. qui.
| inviato da cecil il 28/7/2010 alle 19:2 | |
12 giugno 2009
e poi si racconterà
se il 21 giugno vinciamo il ballottaggio, sarò consigliera comunale a firenze. non lo so ancora cosa dire. penso a questi anni ed alle persone incontrate. quelle che mi hanno fatto crescere e mi hanno preso per mano in questo mondo bello e strano che si chiama partito. penso ancora alla prima volta che ho messo piede in federazione ed al caldo delle mattine d'estate alla fortezza alla festa de l'unità. penso ai nostri vecchi che insegnano con i segni del viso e le parolacce e penso al vino alle canzoni all'umanità che sta dietro ai progetti politici, che tiene insieme le persone. penso che ho voglia di avere un partito in cui continuare a crescer. un partito che mi osservi consigliera comunale e mi bacchetti se frenassi ilmio impegno. penso questo e auguro a me, ed a tutti noi, un buon lavoro. per riprendere l'italia partendo dalla buona amministrazione. per ricostruire un pensiero comune ed un sentire del popolo. per ritrovare il centro-sinistra, ovviamente col trattino.
| inviato da cecil il 12/6/2009 alle 0:10 | |
6 maggio 2009
candidata
candidata in consiglio comunale a firenze. ma qui non sto a dire molto, questo blog è un diario, non un'agenda politica. ha raccolto le mie riflessioni, le mie rabbie, le risate e tutto il resto. ora ci lascio la sensazione di vuoto che mi fa dondolare per un mese, come sul cglio di un baratro, con la voglia di spiegare le ali e volare. da brivido. con in testa tutti i volti delle persone che per anni hanno aspettato la giovanile a firenze. con la speranza di aver costruito qualcosa. con la fantasia che corre in bicicletta e gli slogan ironici da ventenni incazzati. ci siamo. ci si prova. un tempo avremmo detto...al lavoro e alla lotta!
| inviato da cecil il 6/5/2009 alle 10:54 | |
3 maggio 2009
tanti saluti da cartolina
non mi è chiaro come funzonino i saluti. ho sempre sentito dire che servono a crescere. ho pure provato sulla mia pelle il dolore dell'addio. una litigata. un decesso. un tarsferimento. oppure un affidamento che finisce, silenzioso e pesante come è iniziato, otto anni fa. con gli stessi occhi marroni sul viso bulletto che ti guardano interrogativi e violenti. con le stesse mani, solo un pò cresciute e ingrossate, adolescienziali. con le stesse domande e tantti nuovi momenti da ricordare. non lo so cosa voglia dire dirsi ciao. forse poco conta, in una vita che gira gira gira e lascia il tempo che trova ai pensieri ed all'affetto. ma mi porterò dentro il viso birbante di questo bambino. l'odore del suo pigiama quando dovevo risistemargli il letto. il colore dei suoi sorrisi. la forza rabbiosa delle sue braccia. i suoi inganni e le sue sfide. porterò il rancora verso un servizio diventato un problema. cercherò di migliorarne il senso, per evitare tutto questo ad altre famiglie. perchè in fin dei conti, tutto sommato, non è proprio giusto niente di questa storia.
| inviato da cecil il 3/5/2009 alle 13:30 | |
30 aprile 2009
le osterie
A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell'eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero. Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto malvisuto e scostante, meglio l'acre vapore del vino indenne, meglio l'ubriacatura del geno, meglio sì meglio l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite; io amo le osterie che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco, e poi nelle osterie ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d'oro.
Alda Merini
| inviato da cecil il 30/4/2009 alle 0:40 | |
15 aprile 2009
dopo pasqua
oggi è ricomiciato tutto. per molti, quest'anno,la breve pausa pasqaule non è nemmeno arrivata: mi domando come sia stato passare la festa in una tenda, col pensiero ancora alla casa devastata ed ai ricordi frantumati, agli amici che no ci sono più. voglio andare in abruzzo: una generazione si forma nell'altruismo e nella concretezza incontrando la sofferenza ed osando la vicinanza. mi sento "compagna": voglio dividere il pane e farlo quotidianamente. ho comprato un libro oggi, di vittorio foa, e il sottotitolo è "la poliica come resposabilità". è questo che voglio imparare, io. è questo l'insegnamento di chiamarsi compagni e listinto umano di cercare una comunità.
| inviato da cecil il 15/4/2009 alle 0:10 | |
7 aprile 2009
terremoto n.2
il terremoto c'è stato davvero. i danni sono numerosi e ancora non si ha il numero preciso delle vittime. una nuova emergenza casa che rischia di andare avanti per mesi, anni, forse. una casa dello studente crollata, un luogo di studio, di speranza, finito lì. l'unica voglia che ho è quella di poter fare qualcosa, concretamente. se fossi utile scenderei immediatamente ad aiutare, se servirà, credo lo faremo in molti. adesso, solo un pensiero e il silenzio.
| inviato da cecil il 7/4/2009 alle 1:24 | |
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